mercoledì 30 aprile 2008

almanacco del giorno




happy b-day Mr Von Trier
and goodbye Mr Hoffman

martedì 29 aprile 2008

Last night I had a dream about you, In this dream I'm dancing right beside you and it looked like everyone was having fun




Natalie Curtis va a sfornare qualche madeleine proustiana sul set del film dedicato a suo padre.
l'ho sempre detto io, fotografi? una razzaccia...

lunedì 28 aprile 2008

Francis Bacon, Palazzo reale- "i'm deeply optimistic about nothing"



il primo ponte di primavera ha svuotato la città, non c'è momento migliore per mettersi a vagare tra i posti che vengono pigramente ignorati nei giorni feriali. . sarebbe un bell'incipit sereno ma non è andata così: è domenica, ci si sveglia alle tre con l'umore peggiore da mesi e si esce di casa sbuffando molto forte, direzione "un posto dove non si è costretti a parlare con nessuno e a star fermi fissando un muro non ci prendono per matti, affronto Bacon, in poche parole, aspettavo da due mesi .
la fila è composta e sparuta, i pochi milanesi in città si mischiano a giovani turisti rimasti probabilmente impigliati nel fuorisalone, tutti leggono la sintetica biografia appesa sui pannelli all'entrata, mi fermo anche io che l'ho sempre saltata come la prefazione dei libri perchè mi spazientiva, non scopro niente di nuovo ma è come lo stretching prima della gara, serve.
la prima parte della mostra parla di un Bacon giovane e appena tornato dalla berlino libertina, fa ancora il designer di interni e i suoi arazzi pelosi hanno molto successo, in realtà sono anche belli con le loro piccole volute geometriche ai colori primari, però non riesco bene ad inquadrarli nell'ottica del dopo, questi piacevolissimi minizerbini minimal li metterei in salotto senza impegno, uno "studio per testa" no, ecco. continuo a camminare per la sala circospetta, so che dietroil muro c'è qualcosa che mi aspetto ma anche no, giro l'angolo prudente e arrivo al sodo, davvero: ci sono tutti o quasi (la deposizione è rimasta alla Tate, bontà loro), c'è tutto quello che aspettavo di vedere e tutto insieme, c'è anche quello che non sapevo, le tele sono grandi ma non enormi e il vetro imposto da bacon ne scherma una gran parte; dice che per lui la distanza è importante, come dargli torto. specialmente in questo caso conservare quattro passi per proteggersi dai colori è necessario: gli arancioni ti corrono addosso come gente frettolosa nel metrò che ti urta senza scusarsi, il nero ti prende per un braccio e ti trascina dentro le bocche dei papi, i blu e i vuola ti colano addosso come una doccia di pece, il giallo è poco ma si fa sentire, fugge dalla gabbia aperta come un canarino ansioso per spiaccicarsi contro la finestra chiusa. c'è tantissimo da mandare giù, è un bolo indigesto quello di Sir Francis, ma non riesco a sedermi, posso solo chiudere gli occhi fra una tela e l'altra, distratta dalla bambina che gioca col blackberry della madre, volume ON.
un giornalista porta a pranzo un Bacon alticcio poco prima della data della morte (oggi, tra l'altro), si sa che davanti ad una bottiglia di vino il nostro si annoia meno, ne viene fuori un documentario di circa quaranta minuti proiettato a metà mostra, un pò biografico un pò raccontato, molto accattivante ma anche molto vero , lui parla p e parla, si alza e riempie i bicchieri, ride e fa battute, si avvicina con la sedia e sputacchia un pò: quello che ci arriva è il racconto semiserio di una vita e di un talento completamente sdoppiati, se da un lato c'è la percezione di Bacon come di un sofferente visionario ossessionato, dall'altro le sue parole e la sua faccia ci dicono che il disincanto può essere vissuto con una specie di sorriso, che la realtà è fondamentale, ogni giorno, chi vive di astrazione non può vomitare arte, che la bella forma non serve a nulla perchè è muta.. sembra un uomo irriverente ma lo è nel senso più positivo del termine, alle tipiche domande che si fanno alle superstar dell'arte risponde senza false modestie, quando dice di non aver mai sperato di vendere così tanto gli si crede perchè è la stessa cosa che pensa del suo talento, a suo dire nessun quadro è mai riuscito bene, nulla somiglia mai abbastanza, i papi-tributo a velasquez sono poco precisi e le bocche, la sua eterna ossessione, sono incomplete, imperfette, è il tono di qualcuno chelavora duro da una vita alla sua ossessione e che nel frattempo non ne è soddisfatto mentre tutto il mondo lo applaude in standig ovation, non è il delirio di un pazzo ma l'incompletezza dell'assorbito.
"i am deeply optimistic about nothing, risponde al giornalista che gli chiede della sua natura, spiega che è positivo nel pensare alla giornata da vivere, una per una, una cosa per volta, che però in generale sia ottimista su nulla, senza progetti, senza fede, senza nulla a cui appoggiarsi non si cade per forza nello sconforto, si può pensare il tempo della vita in tante piccole tranches, più affrontabili che l'immenso intero; va avanti così, la vita non ha nulla di speciale in sè, la cosa più forte è circondarsi di umani, di facce che si muovono e di bocche che parlano, assorbire ed essere assorbiti, girando notte e giorno di casa in casa e di bar in bar, accanendosi contro l'imperfezione della tela e non con quella esistenziale, che è imbattibile. in effetti dopo tutto questo, che altro c'è?


ph. John Deakin
Great Britain
1952
Gelatin-silver print

domenica 27 aprile 2008

lunedì 21 aprile 2008

fuorisalone





il fuorisalone
thumbs up:
-mi ripeto lo so, ma i nugoli di scandinavi liberi di pascolare in giro per la città in infradito e wayfarer sono sempre un ottimo antidoto al malumore malmostoso da lupo mannaro che mi attanaglia prima delle 11 am.
-via tortona e le mille porticine in cui infilarsi
-via turati e i vermi giapponesi semoventi
-via pontaccio e la foresta pluviale
-l'astoria, per quando era un cinema porno pieno di vecchi segaioli e adesso, che è una cantinetta bianca piena di vecchi segaioli e installazioni interattive da sbronza
-la statale, per una volta non mi ispira solo ansia da attacchinaggio, per il caffè+ cioccolato spray, la camera da letto di dogville, i pettirossi digitali in gabbia e le file educate
-milano piena e tutti fuori: le strade deserte dopo le 19? un miraggio ma di quelli brutti, confortante vedere la gente sparsa per strada, sembrava quasi una città vera, non quella dei playmobil di quando avevamo 8 anni, anche se tutti erano pettinati lo stesso così.
-le ore non dormite, lo straniamento da navetta e la coca cola di ripiego alla macchinetta aziendale, la fase ovatta, nella giusta dose, è catartica

thumbs down:
-la pioggia, la cazzo di pioggia, sempre e ovunque, mi straccia le scarpe e mi fa ammalare. appunto per chi gestisce il meteo, chiunque tu sia: rocknroll+pioggia no, non è mica paranoid park qui, eh! qui c'abbiamo trent'anni e odiamo gli ombrelli
-una festa inutile: lasciando a casa tutto il mio cestello di pregiudizi della domenica, indossando il vestitino migliore della condiscendenza easy, neanche dei barbiturici mi avrebbero flemmato così tanto..però..però se non posso bere/ballare/respirare/muovere le falangi c'è qualcosa che non va, non mi diverto...voi si?
"la festa di pig era la caricatura della festa di pig" ho letto da qualche parte. ecco appunto, perlomeno si è riso. un grazie speciale al genio che mi ha messo un vodkaredbull assassino in mano mentre venivo espulsa dallacapsula alla velocità di 140km/h, che riflessi!
-le coppie di vecchi upper class con la cartina in mano manco venissero da marte, camminavano tutti a 12km/h, disgustati e lamentosi, trascinandosi di padiglione in padiglione..oh, ma stare a casa a guardare buona domenica no? radical chic fino alla morte? io , personalmente, mi farò abbattere molto prima, giuro
-i bambini upper class, vestiti come lowell di georgie ma in età prescolare; appello alle mamme: la chetamina piace molto anche al cavallo di ralph lauren, sappiatelo e infilategli una salopette, santo cielo
- i detrattori del salone, quelli che stanno svegli fino alle due e vanno a tutte le feste solo per tirarti la giacca ogni 5 minuti lamentandosi di tutto: della birra calda, dei fighetti, della ressa, ecc ecc ecc..vorrei poter dire che è un paese libero ma preferisco suggerire l'assenteismo l'anno prossimo, la bile fa male ragazzi, state a casa ok?

detto questo vi lascio: devo accudire lo slime sinusitico che ho partorito stanotte, credo abbia fame, ora....

giovedì 17 aprile 2008

transformer- 80's godfather



l'uomo che ha vestito/illustrato/frocizzato un'epoca parla dei suoi sessant'anni. arrivarci, così.
il primo degli "ipster", di sicuro.

mercoledì 16 aprile 2008

tegan&sara- the con

Tegan and Sara - The Con



questo blog è impegnato a schivare i colpi della vecchiaia facendo slalom tra un nugolo di norvegesi e l'altro (ma quanti sono, ne vogliamo parlare? ma da dove sono usciti, anche?) durante la settimana del Mobiletto del Bar. ne frattempo distraetevi con questo .

lunedì 14 aprile 2008

martedì 8 aprile 2008

close up




se un albero cade nella foresta vuota, chi può sentirlo?
secondo me kiarostami nelle sue peregrinazioni iconografico forestali ne ha sentiti parecchi, ma non se n'è curato poi molto, daltronde perchè aspettare che cadano quando in piedi fra la neve sembrano mille altre cose: soldati magri, pali bruciati, i giorni del carcerato incisi sul muro della cella.
questa mostra fa sfilare 16 grandi immagini ed una video-installazione; da vedere, con questo tempo poi, con la faccia nel collo alto del maglione, lasciando fuori solo gli occhi, che quelli sono sempre essenziali.

lunedì 7 aprile 2008

f for fake



questo strano mezzo di comunicazione che di comune accordo chiamiamo fotografia sembra avere ancora qualche angolo oscuro dopo duecento anni di vita: signori e signore, ecco a voi la "scoperta dell'acqua calda: ovvero la triste storia del fotoritocco incompreso e delle immagini veritiere"
a livello ideologico è quasi divertente che, in pieno terzo millennio e a proposito di un media che dalla sua nascita ha sempre evocato la contraffazione come uso più popolare, questa immagine faccia il giro del mondo scatenando una vera guerra tra vero e falso, informazioni random, il gioco dele differenze della settimana enigmistica, le assurde ipotesi paventate dai governi che parlano di "immagine satellitare" (uhhh che definizione, e che zoom!). a livello storico è già più sconfortante che, sempre nel famoso terzo millennio, la gente abbia questa meravigliosa visione ottocentesca della fotografia, come tanti piccoli e infervorati ritrattisti figurativi di bottega improvvisamente senza lavoro perchè nadar ha aperto lo studio di fianco al loro, in piedi rigidi nei loro panciotti ad urlare:"la fotografia non è arte! è lo specchio della realtà non si può mentire con l'obiettivo!" si certo, dev'essere proprio così, sul pianeta dei lomografi alfabetizzati. per la domanda "un'immagine può mentire?" la risposta di solito è: si, se il fotografo vuole farlo; il problema rimane comunque un altro, ovvero che la fotografia rimane un mezzo libero, liberissimo anzi, anche in un paese che libero proprio non è.

venerdì 4 aprile 2008

how can i explain when you don't know nothing of this game




in città è tempo dell'elefantiaco Miart, avendo già dato tempo fa (e da standista vale doppio, ve lo assicuro) deraglio verso via tortona a saltellare di palo in frasca, soprattutto nei pressi dell'aiuola di coniglioviola domani sera. anticipo che non trovo comunque un beau jest piazzare un evento che prevede l'utilizzo di qualche neurone nella zona più costellata di bar di milano, qui c'è gente che coltiva delle sane dipendenze, un pò di rispetto. chi vivrà vedrà.

giovedì 3 aprile 2008

daily issue

mercoledì 2 aprile 2008

Recuperate Le Vs Radici Quadrate



mercoledì: coniglio viola
giovedì: gnocchi