
questo strano mezzo di comunicazione che di comune accordo chiamiamo fotografia sembra avere ancora qualche angolo oscuro dopo duecento anni di vita: signori e signore, ecco a voi la "scoperta dell'acqua calda: ovvero la triste storia del fotoritocco incompreso e delle immagini veritiere"
a livello ideologico è quasi divertente che, in pieno terzo millennio e a proposito di un media che dalla sua nascita ha sempre evocato la contraffazione come uso più popolare, questa immagine faccia il giro del mondo scatenando una vera guerra tra vero e falso, informazioni random, il gioco dele differenze della settimana enigmistica, le assurde ipotesi paventate dai governi che parlano di "immagine satellitare" (uhhh che definizione, e che zoom!). a livello storico è già più sconfortante che, sempre nel famoso terzo millennio, la gente abbia questa meravigliosa visione ottocentesca della fotografia, come tanti piccoli e infervorati ritrattisti figurativi di bottega improvvisamente senza lavoro perchè nadar ha aperto lo studio di fianco al loro, in piedi rigidi nei loro panciotti ad urlare:"la fotografia non è arte! è lo specchio della realtà non si può mentire con l'obiettivo!" si certo, dev'essere proprio così, sul pianeta dei lomografi alfabetizzati. per la domanda "un'immagine può mentire?" la risposta di solito è: si, se il fotografo vuole farlo; il problema rimane comunque un altro, ovvero che la fotografia rimane un mezzo libero, liberissimo anzi, anche in un paese che libero proprio non è.
bello 'sto pezzo.
RispondiEliminainvece io non vengo a vedere i kills.
e me ce tira parecchio.
buona settimana, hulia.
manco io. ed è esplosa la lavatrice. e l'impianto elettrico. dio salvi la regina, e buona settimana anche te
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