martedì 28 settembre 2010

MFW- Beautyness and awkwardness





Cose da fare nella città in cui vivi per più di sei mesi ce ne sono tante, ma poche sono davvero archiviabili nel file "imperdibili", per reale valore o semplice fascinazione del grottesco, non importa; negli anni ne ho saltate di fondamentali in tre posti diversi: le due sorelle ad Ancona, la Torre degli Asinelli a Bologna, il tetto del Duomo e la settimana della moda a Milano; ho recuperato l'ultima violentemente, come quando si mangia una lasagna in tre minuti e ci vogliono sei ore a digerire.
Mi hanno spedito per lavoro davanti ai palazzi del centro affollati di stranieri -fai due scatti ai fashionisti pazzi e va bene così- hanno detto, almeno questo era il programma: dopo poche ore avevo la borsa piena di quattro etti di inviti per sei giorni, tre chili di macchina fotografica, uno di acqua gasata e una scorta di Compeed.
Tra Porta Venezia e Piazza Duomo, lungo tutta via Palestro, in metropolitana e sui tram, una folla omogenea di minuscoli e minacciosi buyer giapponesi, modelle minorenni che proiettavano ombre lunghissime, paparazzi appesantiti dal tele coi pass al collo e decine di pellegrini della moda agghindati per l'occasione, ogni giorno un outfit diverso e spesso scomodissimo.
Nell'aria una tensione perenne, un'eccitazione per non si sa bene cosa, i fashion bloggers isterici davanti agli ingressi affollati come i club con la door selection, tutti a scattare la stessa foto litigandosi il soggetto sempre bendisposto -posso farti una foto? e tac, posa- le pr fuori lista sotto la pioggia, i fotografi che urlano alla prima auto blu travolgendosi a vicenda, le celebs che corrono per finta al riparo dagli amici stilisti.
Sono entrata alla prima sfilata già spiegazzata da tre ore di scatti in strada, dopo qualche spintone e pochi metri mi sono accomodata al mio posto, nè troppo indietro nè troppo avanti, ed ho aspettato con pazienza mentre le luci si spegnevano e tutti predevano posto stretti e a schiena dritta sui pancali; poi il buio, e all'improvviso la musica fortissima mi ha svegliato dal torpore dell'attesa: una, due, tre... le modelle sono uscite come da un baccello dondolando sui tacchi altissimi e vestite di bolle di cotone bianco, ipnotizzata le seguivo col mento fino alla fine della passerella, tra le file centinaia di flash, le loro facce dritte contro il muro di fotografi come non ci fosse nessuno, la coreografia provata enne volte ma solo ora con tutto il circo intorno. Quattro, cinque, sei...i miei vicini con l'iPhone puntato, o sulle ginocchia per un tweet veloce, il ritmo che cambia, le gambe chilometriche che non perdono una battuta, nessuna cade, nessuno fiata, neanche il tempo di tossire che è già finita, potrebbe essere durato ore, invece sono quindici minuti, le ragazze escono tutte insieme e poi lo stilista per un applauso veloce.
Confesso l'inevitabile stupore da rookie, questo teatrino di stupefacenti marionette giganti fa il suo effetto e la scenografia, fiabesca o sfacciata che sia, costringe gli occhi incollati alla passerella, specie se si ha una macchina fotografica in mano, macchina che si dimentica in fretta se all'improvviso un rumore sordo arriva dal soffitto e bam! diecimila farfalle di carta esplodono morbide sulla folla mentre Win Butler urla dalle casse e venti incantevoli bionde sottopeso si abbracciano ridendo sotto questa nevicata improbabile.
Il fascino scema immediatamente allo spegnersi delle luci, un po' stordita mi rigetto nella calca che mi trascina fuori, in pochi minuti ci sarà un altro inizio, un'altra fila, altri dieci look da fotografare e due metro da cambiare; il male ai piedi comincia a pulsare, ma ho cinque scatti molto buoni e due briochine del buffet nello stomaco, vado avanti di corsa scartando i cappotti animalier e le facce sfocate.
Ora mi rimane la Madonnina sul tetto del Duomo, e la Torre degli asinelli a Bologna, ma visto che non mi sono mai laureata non porterà sfortuna, me lo posso permettere, e poi il mondo è grande, e io porto scarpe molto comode.

martedì 21 settembre 2010

sabato 18 settembre 2010

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mercoledì 1 settembre 2010